Capidava: la fortezza romana e bizantina sul Danubio
Capidava è un sito archeologico su una rupe sulla riva destra del Danubio, nel distretto di Constanța, in Dobrugia. Nacque come insediamento geto-dacico, divenne forte romano sul limes della Mesia e fu riutilizzato dai Bizantini. È un luogo tranquillo e poco visitato, adatto a chi ama le rovine romane in riva a un fiume, una delle gemme nascoste della Romania.
Capidava è un forte sul Danubio distrutto e ricostruito più volte: dai Goti nel III secolo, ancora intorno al 596 e, in modo definitivo, dai Peceneghi nel 1036.
La storia di Capidava
Capidava nacque come luogo geto-dacico. Il nome deriva dalla parola getica dava, «insediamento», e nel sito dell’attuale villaggio è stato trovato un insediamento di epoca La Tène dal V al II secolo a.C. Lo storico Vasile Pârvan riteneva che qui sorgesse la roccaforte del re getico Dapyx, il quale, secondo Cassio Dione, si ritirò nel suo forte dopo la sconfitta subita nel 28 a.C. da Marco Licinio Crasso. Questa identificazione resta un’ipotesi.
I Romani giunsero presto al Danubio e negli anni precedenti le guerre daciche Traiano fece costruire sulla rupe di Capidava un piccolo forte per controllare il guado, probabilmente presidiato dalla Cohors I Ubiorum. Dopo la conquista della Dacia il luogo crebbe fino a diventare una stazione militare con un abitato civile accanto. Si trovava sulla frontiera danubiana della provincia di Mesia Inferiore, poi Scizia Minore, e faceva parte del limes della Mesia. La Tabula Peutingeriana la riporta come Calidava, sulla strada tra Axiopolis e Carsium. Sotto il forte c’era un porto al servizio della flotta detta Classis Flavia Moesica, e le terme si trovavano fuori dalle mura. Secondo Pârvan, l’insediamento era già romanizzato intorno al 130–150 d.C.
Il forte non restò al sicuro. I Goti lo distrussero nella seconda metà del III secolo e fu ricostruito sotto Aureliano e Probo. Fu poi rifatto altre due volte sulla stessa pianta, all’inizio del V e all’inizio del VI secolo, finché intorno al 596 venne distrutto di nuovo. Solo un piccolo fortino in una parte del vecchio forte continuò a funzionare fino al 620 circa, quando anch’esso fu abbandonato. In epoca tardoantica Capidava fu sede vescovile e aveva una piccola chiesa, e la Notitia Dignitatum vi ricorda un’unità di cavalleria, il Cuneus equitum Solensium.
Dopo secoli di silenzio i Bizantini tornarono nel X secolo e riutilizzarono la fortezza. Essa ospitò civili oltre che soldati: all’interno delle mura sono state scoperte oltre 340 abitazioni semi-interrate di quel periodo. La vita dell’insediamento finì nella primavera del 1036, quando un’invasione dei Peceneghi devastò la regione e distrusse il forte.
Le rovine erano note in zona molto prima di essere studiate; un villaggio turco del XVIII secolo vicino si chiamava Kale-koy, «il villaggio dell’insediamento fortificato». Vasile Pârvan identificò il forte prima della Prima guerra mondiale e gli scavi iniziarono nel 1924 sotto il suo assistente Grigore Florescu, che diresse le ricerche fino al 1960. Il forte aveva pianta all’incirca rettangolare, di circa 105 per 127 metri, con mura spesse più di due metri e alte cinque o sei metri e una porta sul lato sud-orientale. Le cave di calcare degli anni Venti del Novecento danneggiarono l’angolo occidentale e parte del lato sud-occidentale.
Curiosità su Capidava
- Il nome Capidava conserva l’antica parola getica dava, «insediamento». È uno dei pochi luoghi di epoca romana in questa zona con un nome locale dove non è stato trovato alcun insediamento preromano importante.
- Il porto di Capidava aveva un molo sotto il livello dell’acqua e magazzini sul terrazzo superiore. Era una stazione della flotta romana Classis Flavia Moesica, la cui base principale era a Noviodunum.
- Un miliario trovato a Seimenii Mici indica una distanza di 18.000 piedi, circa 27 km, da Axiopolis a Capidava, e ha aiutato a confermare dove sorgeva l’antico luogo.
- All’interno delle mura del forte sono state scoperte oltre 340 abitazioni semi-interrate di epoca bizantina, segno che nella fortificazione vivevano anche famiglie comuni.
- Il villaggio turco del XVIII secolo accanto alle rovine si chiamava Kale-koy, «il villaggio dell’insediamento fortificato».
- I resti umani della necropoli di Capidava sono stati studiati da genetisti.
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Visitare Capidava: cosa vedere
- Il forte sorge su una rupe sopra il Danubio, che offre ampie vedute del fiume. Gli archeologi hanno esaminato per intero la porta principale a sud, il quartier generale tardoromano (principia), le caserme, il porto e la chiesa del VI secolo.
- Le prime terme militari, del II–III secolo, si trovano a circa 100 m a est del forte.
- A Capidava si arriva con la strada distrettuale DJ 223 da Cernavodă o Hârșova. Il ponte Anghel Saligny e il ponte di Cernavodă distano circa 18 km.
- Tropaeum Traiani dista circa 45 km e Histria circa 55 km, per cui Capidava si inserisce bene in una giornata dedicata ai siti antichi della Dobrugia.
- Le modalità di accesso possono cambiare, quindi controllate gli orari di apertura aggiornati prima di partire.
Orari, accesso e condizioni possono cambiare. Controlla prima di partire.
Mappa: dove si trova Capidava
Mappa: © contributori di OpenStreetMap
Foto di Capidava





Domande
Dov’è Capidava?
Capidava si trova sulla riva destra del Danubio, nell’omonimo villaggio, nel distretto di Constanța, in Dobrugia. Vi si arriva con la strada distrettuale DJ 223 da Cernavodă o Hârșova.
Che cos’è Capidava?
È un sito archeologico con le rovine di un forte romano, poi riutilizzato dai Bizantini. Prima dei Romani, nella zona sorgeva un insediamento geto-dacico.
Chi costruì il forte di Capidava?
I Romani, a partire dall’epoca di Traiano, quando sulla rupe fu costruito un piccolo forte per controllare il guado. Nei secoli seguenti fu distrutto e ricostruito più volte.
Che cosa accadde a Capidava nel 1036?
Un’invasione dei Peceneghi devastò la regione e distrusse il forte bizantino, ponendo fine alla vita dell’insediamento.
Che cosa si vede a Capidava?
Le rovine delle mura del forte, la porta principale a sud, il quartier generale tardoromano, la chiesa del VI secolo e le prime terme romane fuori dal forte, il tutto su una rupe sopra il Danubio.
Cosa vedere vicino a Capidava?
Il ponte Anghel Saligny e il ponte di Cernavodă distano circa 18 km, Tropaeum Traiani circa 45 km e Histria circa 55 km.
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