
Castro romano di Potaissa: la fortezza legionaria sopra Turda
Il castro romano di Potaissa è il sito di una fortezza legionaria romana sul colle Dealul Cetății, accanto alla moderna città di Turda, nel distretto di Cluj, in Transilvania. Fu la base della Legio V Macedonica nella provincia di Dacia e le sue terme furono le maggiori terme militari conosciute nella provincia. È una gemma nascosta della Romania, un luogo dove leggere la storia della Dacia romana nel terreno stesso.
Per oltre un secolo una legione romana di circa 5000 soldati visse su una collina di Turda; la città attorno al castro arrivò a più di 20.000 abitanti, poi decadde lentamente dopo la partenza della legione.
La storia del castro romano di Potaissa
Il sale di questa regione era sfruttato fin dalla preistoria, e i Daci avevano qui una città che il geografo Tolomeo chiama Patreuissa, probabilmente una forma alterata di Potaissa. I Romani conquistarono la zona tra il 101 e il 106 d.C. nelle guerre daciche di Traiano e mantennero il nome. Il luogo compare nella Tabula Peutingeriana come Patavissa, tra Salinae e Napoca. Nel 108 d.C. un miliario trovato ad Aiton, oggi la prima attestazione scritta di Potaissa e di Napoca, ricordava una strada costruita per ordine dell’imperatore Traiano da Potaissa a Napoca. Potaissa crebbe fino a diventare una città con il rango di municipium e poi di colonia.
Una svolta giunse intorno al 168 d.C. Lo scoppio delle guerre marcomanniche e l’uccisione del governatore Calpurnio Proculo spinsero Roma a mandare la Legio V Macedonica da Troesmis per rafforzare le difese nord-occidentali della Dacia. La legione costruì il suo castro sul colle detto Cetate, vicino alla città. Da allora Potaissa visse al ritmo di un grande centro militare. Divenne una città prospera di oltre 20.000 abitanti e, insieme ad Apulum, fu uno dei soli due luoghi della Dacia a ospitare il quartier generale di una legione.
Il castro copriva 23,4 ettari e misurava circa 408 per 573 metri. Aveva la forma di una carta da gioco, con angoli arrotondati e bastioni trapezoidali ai quattro angoli, e una porta su ogni lato. Le mura si sviluppavano per quasi due chilometri e richiesero circa 25.000 metri cubi di pietra dalla cava di Săndulești. Davanti correva un fossato largo circa 12 metri. All’interno, granai, caserme e vie di accesso erano organizzati per rifornire una legione di oltre 5000 soldati, e l’edificio del comando, la principia, è la struttura più importante esaminata dagli archeologi. Le terme, con una superficie di oltre 2000 metri quadrati, sono le più grandi terme militari conosciute in Dacia. L’acqua giungeva da una sorgente a sud-ovest del villaggio di Copăceni tramite un acquedotto di circa 5 chilometri, e un secondo acquedotto dalla stessa fonte serviva la città.
L’epoca romana finì intorno al 274 d.C., quando l’imperatore Aureliano si ritirò dalla Dacia e trasferì la legione a Oescus. La vita urbana decadde e l’area tornò rurale; le monete del IV e V secolo indicano una comunità commerciale molto ridotta. Dalla seconda metà del V secolo compaiono sull’ex territorio romano tracce dei Gepidi.
A lungo gli studiosi conobbero il luogo solo dai testi antichi. Theodor Mommsen identificò nel 1873 Turda con la romana Potaissa grazie al miliario di Aiton. I primi scavi alle mura del castro risalgono al 1958, e gli scavi sistematici iniziarono nel 1971 e proseguirono ogni anno fino al 2016, in gran parte sotto la guida di Mihai Bărbulescu. Nel 2024 il sito, insieme ad altri siti del limes romano della Dacia, è stato iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Curiosità sul castro romano di Potaissa
- Le terme si estendono per oltre 2000 metri quadrati e sono le più grandi terme militari conosciute nella Dacia romana.
- Le mura del castro, lunghe quasi 2 km, richiesero circa 25.000 metri cubi di pietra portata dalla cava di Săndulești.
- Due acquedotti, ciascuno lungo circa 5 km, partivano dalla stessa sorgente: uno per il castro e uno per la città di Potaissa.
- Due basi di statue nella sala fredda delle terme ricordano una dedica del 253 d.C. di Marcus Publicianus Rhesus, prefetto della Cohors I Batavorum, a Fortuna, Asclepio e Igea.
- Il castro è così simile per dimensioni e pianta ad altri accampamenti legionari delle guerre marcomanniche che Mihai Bărbulescu ipotizzò una regola centrale per la loro costruzione.
- Nel 2024 Potaissa è stata iscritta nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO come parte del limes romano della Dacia.
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Visitare il castro di Potaissa: cosa vedere
- Il castro si trova sul colle aperto di Dealul Cetății, sul lato sud e ovest di Turda, a circa 30–40 metri sopra il livello dell’antica città.
- Gli edifici principali esaminati dagli archeologi sono il comando (principia) e le grandi terme militari, i cui resti si possono vedere sul posto.
- Delle mura del castro restano solo le fondazioni; un tempo le mura erano forse alte cinque metri.
- Il castello Bánffy di Bonțida dista circa 38 km, il monastero di Nicula circa 50 km, e la fortezza di Alba Iulia e Castrum Apulum circa 58 km.
- Le modalità di accesso possono cambiare, quindi controllate gli orari di apertura aggiornati prima di partire.
Orari, accesso e condizioni possono cambiare. Controlla prima di partire.
Mappa: dove si trova Castro romano di Potaissa
Foto di Castro romano di Potaissa





Domande
Dov’è il castro romano di Potaissa?
Si trova sul colle Dealul Cetății, al margine sud e ovest di Turda, nel distretto di Cluj, in Transilvania.
Che cos’era Potaissa?
Era una fortezza legionaria romana e poi una città nella provincia di Dacia. La Legio V Macedonica vi fu di stanza dal 168 d.C. circa.
Perché i Romani costruirono un castro legionario a Potaissa?
Roma vi mandò la legione intorno al 168 d.C., dopo l’inizio delle guerre marcomanniche, per rafforzare le difese nord-occidentali della Dacia.
Cosa rende speciale il castro di Potaissa?
Le sue terme, con più di 2000 metri quadrati, sono le maggiori terme militari conosciute in Dacia, e il sito fa parte del limes romano della Dacia, patrimonio UNESCO.
Quando lasciarono Potaissa i Romani?
Intorno al 274 d.C., quando l’imperatore Aureliano si ritirò dalla Dacia e trasferì la legione a Oescus.
Cosa vedere vicino al castro di Potaissa?
Il castello Bánffy di Bonțida dista circa 38 km, il monastero di Nicula circa 50 km, la fortezza di Alba Iulia e Castrum Apulum circa 58 km.
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